lunedì 14 giugno 2010

Ho bisogno di una scusa per restare, dammi una scusa per non andarmene per sempre. Per invitarti a casa sto aspettando di comprare il lime per offrirti un mojito, che senza una scusa non posso aprirti la porta. Senza una scusa non posso vederti. Dammi una scusa per non andarmene, dimmi di nuovo che mi vuoi nella tua vita, scrivimi cose divertenti, fammi ridere. Fammi di nuovo sorridere. Ma fallo adesso, perché so che ho bisogno di andarmene, ma voglio una scusa. così posso rimanere. Ed eri così buffa mentre mi chiedevi "e poi non è successo altro?", tanto già sapevo cosa volevi sapere. "Non ho smesso un attimo di pensarti e di volerti", avrei voluto risponderti. Ma scuotendo leggermente la testa ho sussurrato un debole "No", ed ho continuato a sorseggiare il montenegro. E non sono voluta più entrare in casa tua, che sono pur sempre una donna, e non posso cedere sempre. ma non cedere mi è ancora impossibile. e ti aspetterò ancora, senza rincorrerti. Ti aspetterò, finché un giorno non farai più male. finché quella scusa non mi servirà più. c'è soltanto un modo per riprendersi, lasciarsi un giorno e poi dimenticarsi? 

mercoledì 26 maggio 2010

e quando ci incontriamo fare finta di non vedersi e poi spararsi alle spalle. ma con l’amore necessario a fare passare la pallottola da una parte all’altra senza sfiorare alcun organo vitale. continuiamo a camminare con i nostri giubbotti antiproiettili e in tutte e due le mani quegli arnesi elettrificati che servono per scacciare i cani, per tenere a debita distanza i nuovi rapporti umani.

mercoledì 19 maggio 2010

Sentirti dentro le mie viscere, sentire che ormai tu fai parte di me. Pensare e non capire, pensarti e non capirti. Sentirsi sola in mezzo ad un milione di persone, sentirsi incompleta senza di te. Ed il vuoto che crei quando te ne vai ho provato ad arredarlo, ma poi mi sono accorta che ho scelto i mobili sbagliati, come quando all’ikea compri i mobili sottocosto e poi ti accorgi che per casa tua in realtà non vanno bene. Quando ti accorgi che in realtà per casa tua non va bene niente, che tutto quello che vorresti non è in commercio; la maledizione delle idee e degli ideali inesistenti. Sopravvivere ai vent’anni e alle persone che ti circondano. Ed ascoltare i cccp che cantano curami, curami, prendimi in cura da te. ascoltare i cccp che dicono smettila di parlare, avvicinati un po’. E chiedersi “mi ami?” ed avere già la risposta. Ma i cccp non ci sono più, e i cccp non ci sono più.

lunedì 26 aprile 2010

Dipendenze tossiche, che fanno male. e già sapevo che sarebbe finita così, ma speravo andasse diversamente stavolta. La speranza che muore sulla tua bocca, così familiare ormai che ne cerco il sapore sulle labbra altrui senza mai trovarlo. Panico ed estasi insieme, sento pulsare il sangue nel mio collo, tachicardia. ormai non ho più scuse, ormai non ho più scuse. E non ho nessun rumore in testa stamattina, solo il silenzio che fa eco. Nelle tristezze telefilmiche in cui mi fai cadere, in cui mi fai decadere; nelle tristezze telefilmiche in cui vivo da mesi, non c'è niente di bello da scrivere, non c'è niente di bello di cui parlare, non c'è niente di bello a cui pensare, nemmeno le tue parole che già hanno smesso di rimbombare nella mia mente, le sto già dimenticando. Tu che non si capisce cosa vuoi, e parlando con te a volte penso quasi di avere torto. La sterilità dei nostri punti di vista, la siccità delle nostre opinioni. Tutto colpa della fottutissima relatività.

venerdì 23 aprile 2010

Qualcuno mi dica qualcosa, qualcuno dica qualcosa al posto mio, qualcuno riempia di parole il vuoto della mia bocca. Qualcuno riempia di colori il grigio che vedo intorno.
Sentirsi sola in mezzo alla città, guardare i tramonti e non vederne i colori, musica che rimbomba nella mente, musica che cura, musica che riapre vecchie ferite, e sentire quella canzone mi fa sempre pensare a te, mi viene in mente sempre la tua espressione su quella sedia davanti al computer. Vederci di sfuggita, camminando assorta nei miei pensieri, riconoscerti dal giacchetto…sapevo che eri te, non potevi che essere te. E ti sei tagliata di nuovo i capelli come piacciono a me. Alzare leggermente lo sguardo e vederti, senza avere nemmeno la forza di fermarmi, continuare a camminare per inerzia, con le gambe che non sai nemmeno dove vogliono portarti, e non ti resta altro che seguirle, col fiato corto, e la testa in confusione. Come se fossimo conoscenti, ci siamo passate accanto, come se fossimo solo conoscenti. Comequandofuoripiove, come adesso. Quella pioggia umida, che si posa piano sull’asfalto surriscaldato dal sole della giornata, sull’asfalto surriscaldato che emana quell’inconfondibile odore. E ricordo che da piccola quando pioveva avevo sempre la nausea, perché sentivo puzzo di pesce. E quando ero al mare a volte sentivo la stessa puzza, e dicevo a mia mamma “eccolo l’odore, come quando fuori piove”, ma lei non lo sentiva, e adesso non lo sento più nemmeno io. Non sento più niente adesso, se non l’inconfondibile odore dell’asfalto caldo che si bagna a contatto con le gocce che cadono piano, piano piano.

sabato 3 aprile 2010

Coincidenze



....che a volte sogno anch'io di trovarmi in mezzo a tutte queste coincidenze, per credere che poi alla fine non siano proprio coincidenze.

martedì 23 marzo 2010

Per combattere l'acne

Che stasera ci sta bene la sua voce, a cullare i miei pensieri.




la notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre 
guardare il cielo malconcio di chernobyl da qui 
esprimere desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali 
o moduli lunari russi o giapponesi o americani 
arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore 
lavarsi i denti con le antenne della televisione durante la pubblicità 
ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi 
con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche 
siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT 
a parigi dici che non volano mosche benedirci in chiese chiuse e in farmacie compiacenti 
sposarci con i cerotti usati in passeggiate su spiagge deturpate 
le piazze sono vuote le piazze sono mute 
per combattere l'acne sono tutti in ferie maratone sulle tue arterie sulle diramazioni autostradali 
sui lavori in corso solo per farti venire 
e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare 
le notti inutili e le madri che parlano con i ventilatori negli inceneritori 
le schede elettorali e i tuoi capelli che sono fili scoperti 
costruiremo delle molotov coi vostri avanzi faremo dei rave sull'enterprise 
farò rifare l'asfalto per quando tornerai
 siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT 
e i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti