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venerdì 17 dicembre 2010

Scrivo così, scrivo di getto, velocemente, per non perdere nemmeno una parola di quelle che ho in testa. Ti scrivo così. Rientri silenziosamente nella mia vita, e la tua assenza poi comincia a far confusione. Caos immenso. Entropia. Ti scrivo per dirti che ti odio, sì...ti odio. E vorrei riuscire a dirtelo, e a dimostrartelo. Per il male che mi hai fatto, per il male che mi fai, per ciò che mi hai preso, per la parte di me che hai ucciso, per quando mi facevi rinascere e per tutte le volta che mi poi mi facevi morire. Ti odio, per il vuoto che sei riuscita a riempire. Ti odio per avermi lasciato senza alternative, per aver trasformato le mie notti in lunghi incubi, ti odio per gli abbracci che non mi hai dato. Ti odio, per avermi insegnato a riconoscere il battito di un cuore felice, del mio cuore felice, così adesso che so che rumore fa la felicità non saprò più accontentarmi. Ti odio, per tutto questo, e per tanto altro ancora. E mi odio. Mi odio perchè sto di nuovo così, e mi odio quando sto ad aspettare in tuo messaggio che poi non arriva, e mi odio perchè non mi creo alternative. Mi odio perché la tua partenza mi porta malinconia. Ti odio e mi odio.


Ci odio.

sabato 20 novembre 2010

e all'improvviso le lacrime scendono...mentre guidavo in silenzio verso casa, e di sottofondo la voce di Samuel che ripeteva "giorni a perdere per notti a far finta che sai vivere"...quelle due lacrime tanto aspettate e mai arrivate...scendono lacrime e non capisco il perchè...scendono, e non posso fermarle. scendono le lacrime, ed io mi sento sola. Sprofondo in un abisso, scendono le lacrime ed io non posso fermarle, nessuno può fermarle, nemmeno tu. Non sei te che voglio. Non sei più tu l'oggetto dei miei desideri. Sì, adesso sogno l'Amore, quello in cui non ho mai creduto, quello in cui adesso spero per tornare a sorridere ogni sera. Mi sto innamorando dell'Amore, io che fino ad un mese fa cantavo che l'Amore non esiste, che è una buffonata, che è un'invenzione per acchiappare i fessi. Io che non Gli credevo, adesso mi ritrovo a supplicarLo, ad implorarLo.

lunedì 22 marzo 2010

Che poi tornano sempre i giorni così


E poi…poi ci sono i giorni così, giorni che durano un’eternità, giorni che non finiscono con la notte ma che continuano, senza sosta, che ti svegli la mattina e ti ritrovi come il giorno prima. Non cambia niente. E ci sono ancora i giorni così. Che stavo dannatamente meglio un po’ di tempo fa, che stavo davvero meglio. E poi…poi arrivano i giorni così, ritornano sempre i giorni così, ritornano sempre. Ritorni tu, sparisco io. Sarà che ho passato un periodo a casa dei miei, e nonostante la mia iniziale disperazione, alla fine non stavo tanto male; sarà che sono stata una settimana senza bere, e senza fumare e sarà che adesso ho ricominciato ad abusarne…che forse è davvero quello che mi fa male. Ma stavo dannatamente meglio, e adesso tutti i miei sforzi stanno andando a farsi sfottere. Non riesco più a sorridere, non c’è nessuno che riesca a farmi sorridere. L’alcol è l’unica cosa che mi fa ridere, l’alcol è l’unica cosa che mi fa dormire. Anestetizzando i miei sensi e la mia mente, faccio sogni confusi la notte, a volte scappo, a volte rincorro, faccio sesso con persone sconosciute, di cui vedo solo i corpi, e la mattina non riesco mai a ricordare la faccia, ricordo solo i loro corpi esili, a volte di donna, a volte di uomo, a volte non lo so. Ci provo a ricordare i volti, ma non ci riesco. Sogni governati dalla paura, e dalla voglia di scopare. Sogni che sono solo sogni. E nient’altro.  E sarà che la mia vita sembra sia stata solo un sogno, quando in mano non ho niente, quando alla fine non ci arrivo mai, quando la vita inizia a richiedere indietro ciò che ti ha dato, e tu ti accorgi che non hai niente da ridarle, mi accorgo che non ho niente tra le mani, solo un po’ di sabbia che sta scivolando tra le dita. Voglia d’estate, con la primavera che ha portato solo pioggia, ancora pioggia. E mi chiedo sempre come fanno a vivere in pianura padana, ma se poi ci stanno vuol dire che ci si può vivere, o quantomeno sopravvivere – mi dico. Quando poi ti accorgi che nemmeno qui si sta poi tanto bene, che il mare è sporco, e comunque non ci puoi arrivare in bici, devi prendere la macchina, e non hai i soldi per mettere benzina. E prima o poi dovrai deciderti a trovare un misero lavoro, rinunciando così a tutto, anche a piangerti addosso. Non sarebbe male avere due soldi in più. Non sarebbe male non doverti vedere più, non sarebbe male non doverti pensare più. Ma adesso piove, e le tue esili braccia intorno al mio collo starebbero bene, la pelle liscia del tuo viso spigoloso non starebbe poi tanto male appoggiata sulla mia spalla.o sul mio seno. ma adesso piove. E sono stanca. Ma adesso piove, e voglio solo dormire. scusami amore ma non voglio morire.

lunedì 1 marzo 2010


“Il suo effetto su di te è stato devastante, è arrivata come un ciclone e si è portata via tutto quello che si poteva prendere, senza darti niente in cambio.” Queste sono le parole con cui hanno descritto il nostro (non)rapporto…mi sono sentita sporca, stupida ed illusa, che ogni volta che pensavo di aver trovato un equilibrio erano solo mie convinzioni, niente di fondato, solo stupide convinzioni nella mia testa…non sono abbastanza forte da riuscire a non venire a letto con te, e finché non saprò resisterti devo starti lontana, devo farlo per me. E non c’è torto o ragione, è il naturale processo di eliminazione. Perché l’anima brucia più di quanto in realtà riesca ad illuminare. Io ti ho resa forte, io ti devo rendere niente. E sarà solo quando tu sarai niente per me, che avremo un rapporto alla pari, che partiremo dallo stesso piano, e forse riusciremo anche ad avere un rapporto sano…perché questo rapporto è marcio, è stato marcio fin dall’inizio, ed io non l’ho mai voluto credere. “è così insano dentro i miei occhi: chi ami è un angelo che uccide se lo tocchi. in or out baby, vedo quello che poi non sento.”.

ti dirò arrivederci, almeno per adesso, ti devo dire arrivederci. Che forse sarà un addio, non lo so. Ma devo farlo, per me, devo iniziare a far qualcosa per me, devo (e forse voglio) tornare a sorridere senza di te, senza il tuo sorriso, senza le tue risate, senza i tuoi sguardi, senza i tuoi su e giù, senza aver bisogno delle tue mani su di me per sentirmi viva, senza aver bisogno di sapere che tanto prima o poi ci incontreremo di nuovo. Quando pubblicherò questo post, avrà inizio l’innaturale processo di eliminazione. Come un tossico che vuole smettere di farsi, come un alcolista che vuole smettere di bere. Non posso rinunciare all’alcol adesso, non ci riesco. ma rinunciando a te forse potrò smettere di affogare la tua assenza in serate fatte solo di cuba libre e canne, tanti cuba libre e troppe canne, potrò smettere di aver bisogno dello sballo fingendo così di non sentire la tua mancanza, potrò smettere di vivere nel mio mondo e ricominciare a far parte del mondo dei vivi, potrò risorgere dall’oltretomba, potrò provare di nuovo un sentimento sincero, un sentimento vero.. ora basta cazzo, ora basta. Io decido della mia vita, non tu. Io decido ciò che voglio per me, e non sei più tu. Sopravviverò. a te, e a me. Sopravviverò.  

lunedì 16 novembre 2009


Stamattina quando ho aperto gli occhi ho guardato fuori e c'era il sole. Finalmente oggi è sbucato, e voglio credere che sia qui per me. Ne ho bisogno. Ho bisogno di guardare fuori dalla finestra e sentire il suo calore su di me. E forse è vero che non c'è modo di rinascere senza peccare. Ma tu hai voglia di rinascere o è solo che non sai come finire? Non lo so. Ma se per rinascere dovrò peccare, stavolta lo farò. Non ci sarai più tu nella mia vita, adesso è l'ora che entri qualcun'altro...e non mi interessa chi. Tu non sei in grado di colmare il vuoto che crei in me. E cercherò chi saprà come fare. E si va avanti. Questo sole tiepido di fine autunno mi scalda e mi rasserena. Non ho fiducia nel futuro, non ho fiducia in me...ma finalmente non ho più fiducia nemmeno in te. E non c'è torto o ragione, è il naturale processo di eliminazione. Cerco nuova vita negli occhi speranzosi di chi ho vicino, cerco calore nei pochi abbracci che mi sanno consolare. Cerco quello che tu non mi hai mai saputo dare, ma che testardamente continuavo a cercare in te. Non ci sarai più tu. Mai più. Non voglio stare più così, non per te. Si riparte da qui. La vostra immagine la porterò dentro, con me, a ricordarmi chi sei, a ricordarmi che non cambierai mai. A ricordarmi che merito di più. Sei parte di me, ma devo andarmene da te. Che alla fine mi voglio bene, a modo mio ma mi voglio bene.