
Quando tu riesci a non aver più un ideale,perché osservando la vita sembra un'enorme pupazzata,senza nesso,senza spiegazione mai;quando tu non hai più un sentimento,perché sei riuscito a non stimare,a non curare più gli uomini e le cose [..] – quando tu vivrai senza la vita,penserai senza un pensiero,sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare:sarai un viandante senza casa,un uccello senza nido.Io sono così."
sabato 27 novembre 2010
Due

sabato 20 novembre 2010
mercoledì 16 settembre 2009
Il Vampiro

Tu che t'insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L'ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l'ostinato
Giocatore, che sia maledetta.
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M'han detto: "Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! Una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
tu faresti rivivere il cadaver
del tuo vampiro, con i baci tuoi.
lunedì 31 agosto 2009
La mia Winston blu

DOMENICA 30 AGOSTO 2009 h 16.43
Non funziona internet. Il mio computer non si connette. Ed io sono qui che sto sclerando. Perchè ho bisogno di aprire facebook, ho bisogno di vedere se hai scritto qualcosa, ho bisogno di vedere se qualcuna ti ha scritto qualcosa. Ho bisogno di vederti in foto, e ricordarti per come sei. Ho bisogno di farmi male, anche oggi. Come ogni giorno. Ed ho bisogno di aprire msn sperando che tu mi abbia scritto qualcosa, anche se poi non mi scrivi mai ed io rimango lì, connessa ma invisibile, per vedere se ti connetti. Ma in questa calda domenica di fine agosto il mio computer ha deciso di scioperare. E così io sto impazzendo. Perchè non posso farmi di te oggi, non posso prendermi la mia dose virtuale di te. Ed è come quando hai quella maledetta voglia di fumare, ma non hai le sigarette. Ed è domenica, e non hai gli spiccioli. E cerchi in tutta la casa allora, sperando di aver lasciato qualche monetina in giro. E trovi prima 10 centesimi, poi 5 centesimi, poi 20 centesimi...e continui a vagare da stanza a stanza, come un ossesso, per trovare quei cazzo di centesimi utili ad arrivare alla modica cifra di 3.70€ per comprarti quel maledetto pacchetto di Winston blu, che diciamocelo...non sono poi granchè, ma sono quelle che costano meno. Ed è una mia caratteristica accontentarmi del meno. Ma non ci arrivo mai a 3.70€...e sarà pure una miseria, ma è una miseria di cui ho bisogno, e che non trovo. E resto senza sigarette, con una grande voglia di fumare. E questo rende questa domenica pomeriggio una stupida giornata passata in casa, una giornata senza nessun senso. E tu sei come una Winston...come una Winston blu. Non sei il meglio, sei delicata, non sei forte. Ma la tua assenza rende tutto senza senso. E quando arriva la voglia di te, è difficile resisterle sai? E raccolgo pezzi di me che ho lasciato sparsi in giro, sperando di avere abbastanza per arrivare a te. Ma a te non ci arrivo mai. Ed ogni pezzo in più di me che raccolgo, è una nuova speranza di poterti prendere...ma in realtà, centesimo dopo centesimo, a 3.70€ non ci arrivo mai. Sarà perchè per una monetina che raccolgo, tre ne perdo per la strada. E tu sei lì, e non sei qui. Come la Winston che non fumerò. Nemmeno oggi. E tu sei come una Winston blu: crei dipendenza. E tu sei come la mia Winston blu: di per sé intercambiabile con un'altra marca, ma in realtà unica nell'aspetto, nel sapore, nella consistenza. Tu sei unica. E tu sei l'unica persona che adesso vorrei, e sei l'unica persona che non c'è. Ed anche tu sei tossica. Nuoci alla mia salute. Ma di te ormai non riesco più a fare a meno. Vorrei fumarti tutta, in un solo tiro, vorrei farmi di te...vorrei che le tue mani sfiorassero le mie, e che la tua bocca baciasse la mia, per poi schiudere le labbra, e che le nostre bocche diventassero una. E poi vorrei che le tua mani si spostassero, entrando sotto alla mia maglietta, per soffermarsi un po' lì, sui capezzoli già turgidi. Per poi scendere di nuovo, vorrei che quelle mani sganciassero i bottoni dei miei jeans, spostando i miei slip...e che il caldo diventasse quasi insopportabile, e che i muscoli tremassero, e che la mia schiena fosse percorsa da brividi...brividi di piacere e paura. E poi vorrei non pensare più a niente, addormentandomi tra la tue braccia esili, sentendo il tuo respiro farsi sempre più pesante mentre ti addormenti. Che chissà a cosa pensi.
Ma invece è solo la mia mano che mi dà piacere, è solo la mia mente che immagina te. E così oggi è una stupida domenica, di quelle domeniche senza sigarette. E' solo uno di tutti quegli stupidi giorni senza te. Di quelli tutti maledettamente uguali, tutti così maledettamente senza senso.
lunedì 3 agosto 2009
Pensieri

Non sono mai riuscita a toccarti. Mai. Ho infilato le mani sotto la tua maglietta sudata, ho accarezzato i tuoi seni, ho sfiorato le tue gambe. Ma non sono mai riuscita a toccarti. E tu mi sussurravi di stare tranquilla, che non importava. Ma invece importava. Cazzo, sì che importava. Se andassi a letto con un ragazzo, mi importerebbe se lui non toccasse cò che rappresenta il mio esser donna, se non toccasse la parte che più riesce a procurarmi piacere. Perchè quando stai con una persona, vuoi che stia bene, fuori dal letto, ma anche sotto le lenzuola. Il sesso è uno dei requisiti fondamentali per lo stare bene di due persone. Ok, "stare" non è la parola più adatta al mio caso. Diciamo quando esci, che va già meglio. Anzi, quando frequenti. Quindi dicevo: perchè quando frequenti una persona, vuoi che stia bene, fuori dal letto, ma anche sotto le lenzuola. E non so bene cosa mi tenesse dall'allungare le mani, dallo spostarti le mutande e provare a toccarti anche lì...la paura di non essere all'altezza? La paura che la cosa potesse non piacermi? La paura che potesse non piacerti? La paura di una tua risata? Non lo so che cosa mi tratteneva, rimane solo il fatto che io ero lì, sdraiata su quel letto, ed ogni volta che le tue mani mi accarezzavano, nella testa un solo pensiero: "Dai, non puoi continuare ad avere paura. Imparerai col tempo ad amarla, ma devi iniziare, prima o poi.". Ed invece niente, ogni volta la stessa storia. E ti vorrei chiedere scusa adesso, ti vorrei dire che mi dispiace. E ti vorrei dire "Insegnami ad amare una donna. Insegnami ad amarti". E ti vorrei anche dire che per stare bene, mi serve il tuo sorriso. E ti vorrei baciare adesso. E vorrei bere una birra fresca nella tua camera sempre troppo calda, con te che metti la musica e che mi fai imparare ogni volta una canzone nuova. Già...ma tu non ci sei adesso. Ed io ho paura anche a mandarti un messaggio. E se tu fossi qui, sicuramente non cambierebbe niente: passerei le giornate in casa ad aspettare un tuo messaggio, ad aggiornare la pagina di facebook, a guardare il computer per vedere se mi contatti su msn. E non cambierebbe niente rispetto all'ultimo mese. E verrei da te a dormire, quando me lo chiedi. E raramente ti chiederei di dormire da me. E non ti chiederei niente su noi due, e continuerei a ridere delle tue battute su altre ragazze, ai tuoi racconti sulle tue conquiste, mentre dentro mi corrode la gelosia. E non riuscirei a toccarti. Nemmeno stavolta.
Ed intanto passa il tempo. E sembra passata un'infinità da quando sei partita. E sembra che manchi un'infinità al tuo ritorno. Ho passato mesi senza vederti, 30 giorni alla fine non sono niente. Ma il tempo senza te assume un'altra forma, un'altra durata...e sembra che non scorra, sembra che le lancette impieghino il doppio del tempo a completare un giro. Ed intanto scorrono giorni tutti uguali, giorni in cui le risate escono a metà dalla mia bocca, giorni di silenzio, in cui il rumore mi disturba. Passano giorni senza colore, giorni grigi senza te. E non ascolto quando qualcuno mi parla, lo guardo ed annuisco, ma dopo 3 parole già penso a te; e non riesco a studiare, e mi guardo intorno, ma in realtà non vedo niente, solo gente che mi è estranea, gente che non sei te. E mi manchi. E vorrei scrivertelo, ma non posso. Rideresti di me. Non mi risponderesti. Ti sto lasciando andare...e lo so da sola che il mio silenzio ti allontana ancora di più da me. Dovrei lottare per tenerti, ma ogni volta ti lascio andare...così...silenziosamente. Sono una codarda. Un coniglio, ecco cosa sono: uno stupido coniglio.