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venerdì 14 gennaio 2011

E ti ritrovi così, senza capire, senza sapere, con mille voci in testa a cui non vuoi dare ascolto. E ti ritrovi così, con il senso di colpa che non ti lascia mai, che ti fa compagnia in ogni istante della giornata. Mi ritrovo così. E lei è così dolce, e così premurosa. Si prende cura di me, come nessuno faceva più da anni. Ma io non ho niente da offrirle, e continuo ad illudermi che col tempo imparerò ad amarla, continuo a ripetermi che magari le basta quel poco che ho, che non posso decidere io per lei, che non devo. E mentre la abbraccio sento il panico impadronirsi di me, ho paura, paura di farle male, e lei non se lo merita. Confusione. E poi silenzio. Silenzio intorno, silenzio dentro. Non parlo più, non voglio parlare, non so cosa dire. Non so cosa dirle. E mi chiedo come sarà quando ti rivedrò. Mi spaventa quel momento. Lei è tutto, anche se non è abbastanza; lei è tutto, ma quel tutto è ancora poco, lei è paga del suo gioco ed ha già quello che vuole. io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua! Resto, perché adesso non posso scappare, resto perché da lei non me ne posso andare, perché da lei non me ne voglio andare. Ma sento che non è tutto, che non è IL tutto. E adesso? Adesso che lei c'è, adesso che non me ne posso andare, adesso cosa devo fare? Adesso cosa voglio fare?

venerdì 17 dicembre 2010

Scrivo così, scrivo di getto, velocemente, per non perdere nemmeno una parola di quelle che ho in testa. Ti scrivo così. Rientri silenziosamente nella mia vita, e la tua assenza poi comincia a far confusione. Caos immenso. Entropia. Ti scrivo per dirti che ti odio, sì...ti odio. E vorrei riuscire a dirtelo, e a dimostrartelo. Per il male che mi hai fatto, per il male che mi fai, per ciò che mi hai preso, per la parte di me che hai ucciso, per quando mi facevi rinascere e per tutte le volta che mi poi mi facevi morire. Ti odio, per il vuoto che sei riuscita a riempire. Ti odio per avermi lasciato senza alternative, per aver trasformato le mie notti in lunghi incubi, ti odio per gli abbracci che non mi hai dato. Ti odio, per avermi insegnato a riconoscere il battito di un cuore felice, del mio cuore felice, così adesso che so che rumore fa la felicità non saprò più accontentarmi. Ti odio, per tutto questo, e per tanto altro ancora. E mi odio. Mi odio perchè sto di nuovo così, e mi odio quando sto ad aspettare in tuo messaggio che poi non arriva, e mi odio perchè non mi creo alternative. Mi odio perché la tua partenza mi porta malinconia. Ti odio e mi odio.


Ci odio.